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FIVET sta per Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer e rappresenta la prima tecnica di fecondazione artificiale utilizzata. La FIVET è consigliata per le coppie con problemi di fertilità appurati: per la donna soprattutto in caso di patologie tubariche (ostruzione delle tube di Falloppio) mentre nel caso dell’uomo quando si riscontrano problematiche lievi del nel liquido seminale. Questa tecnica può essere utilizzata soprattutto in pazienti che abbiano già concepito naturalmente, perché si è più certi della capacità degli spermatozoi di penetrare spontaneamente all’interno della cellula uovo. Per entrare più nel dettaglio delle differenze tra FIVET, ICSI e IUI illustriamo il funzionamento di questa prima tecnica. Con la FIVET o la fecondazione in vitro, il concepimento avviene esternamente al corpo della donna: gli spermatozoi penetrano spontaneamente all’interno dell’ovocita, ma il tutto avviene all’interno di una provetta. Una volta formato, l’embrione viene inserito nell’utero con la speranza che attecchisca. Ma come si svolge nel dettaglio la FIVET o fecondazione in vitro?

  1. In questa prima fase, alla paziente viene chiesto o di assumere una pillola (o progesterone o estro progestinici) per un determinato periodo di tempo con lo scopo di sincronizzare la crescita ovocitaria (PROTOCOLLO CORTO) e sopprimere la funzione ovulatoria spontanea nella fase tardiva luteale (circa il 21 giorno del ciclo) mediante una unica somministrazione o mediante ripetute somministrazioni sottocutanee (PROTOCOLLO LUNGO).
  2. La stimolazione follicolare avviene sempre dal 2/3 giorno del ciclo con dei farmaci sottocutanei e la loro crescita monitorata tramite ecografie transvaginali e prelievi di sangue per circa 10/12 giorni.
  3. Una volta maturi, i follicoli vengono aspirati tramite un apposito ago collocato sulla sonda transvaginale (fase di pick-up): la procedura è breve e non comporta tagli né punti. La paziente deve poi rimanere in osservazione per 2-5 ore circa. Lo stesso giorno del prelevo ovocitario al partner maschile verrà chiesto di raccogliere il liquido seminale. Nelle ore successive gli ovociti verranno messi a contatto, in provetta, con gli spermatozoi opportunamente selezionati in base alle caratteristiche del liquido. L’ambiente e le tecniche con cui avviene la fecondazione dell’uovo e la conseguente formazione dell’embrione, costituiscono due degli elementi discriminanti e che fanno emergere le differenze tra FIVET, ICSI e IUI.
  4. Una volta valutato lo sviluppo degli embrioni, la paziente entra nella fase di transfer che viene effettuato tramite procedura indolore. Il ginecologo utilizzerà un catetere sottile per depositare gli embrioni nella parte più alta dell’utero generalmente in maniera ecoguidata. I pre-embrioni che non vengono trasferiti, sono crioconservati e depositati nella banca criogenica per essere utilizzati successivamente, nei casi in cui il primo tentativo dovesse fallire o per un ulteriore gravidanza.
  5. Nei giorni successivi, la paziente dovrà seguire una terapia di supporto a base di ovuli o crema vaginale a base di progesterone fino al giorno del test di gravidanza, che viene generalmente effettuato 12/14 giorni dopo la fase di pick-up.
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